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Susanna Casciani. 

(Fonte: quandotornerai)

Mi soffermo davanti allo specchio. La figura che appare riflessa sono veramente io? Non riesco a riconoscerla. Una maschera cela un viso pulito e stanco. Una maschera dai particolari minuziosi.
Stampato vi è un sorriso così grande da rendere quel camuffamento quasi insopportabile alla vista.
Turbata tento di togliermelo di dosso, ma qualcosa me lo impedisce. Paura? Debolezza?

Lascio scivolare le braccia spossate lungo il corpo e tristemente torno alla realtà; torno a circondarmi di persone che mi vorrebbero fatta in questo o in quell’altro modo, che non fanno altro che continuare a plasmare e ri-plasmare la mia maschera a seconda dei loro desideri e delle loro esigenze, che predicano l’essere se stessi, ma che alla fine preferiscono omologarsi al resto della società, per comodità o più che altro per farsi accettare. 

Non voglio pensare come loro, non voglio essere una di loro. Ma non mi sento ancora abbastanza forte per ribellarmi. E.E. Cummings scriveva: “essere nient’altro che se stessi in un mondo che fa di tutto, giorno e notte, per farti diventare qualcun altro, vuol dire combattere la battaglia più difficile che un essere umano possa affrontare”. Se è davvero così, avrò bisogno di tutto il coraggio e le armi possibili per vincere. Ancora un po’ di tempo e sarò pronta. Intanto continuo a sfoggiare quel falso sorriso e, alla domanda “come va?”, a rispondere “va tutto bene, grazie”.

- charlie

“Dovremmo avere tutti qualcuno che ci abbracci fino a toglierci il fiato, che ci faccia dimenticare il perchè siamo tristi, che ci lasci addosso il suo profumo dopo averci stretto forte per farci passare la paura.”
[cit.]

(Fonte: sorrisisintetici)